Modelli di architetture in Spagna durante e dopo il Rinascimento
Fecha
2015
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Editor
Picard-Campisano
Resumen
Malgrado manchino in Spagna modelli architettonici risalenti al periodo dell’Antico Regime, questa mancanza non è indicativa della realtà del tempo. È infatti generalmente accettato un maggiore sviluppo del modello architettonico durante la fase iniziale della sua adozione, nel piano generale dell’innovazione del design in architettura. Le novità furono introdotte nel primo quarto del Cinquecento da artisti – non esclusivamente architetti – con formazione italiana, come le cosiddette “aquile del Rinascimento spagnolo”, soprattutto tramite Diego de Siloe e Pedro Machuca. Tale tendenza si rafforzò dopo l’arrivo di Juan Bautista de Toledo a dirigere il grande progetto di Filippo II per San Lorenzo de El Escorial. L’architetto era venuto da Roma, accreditato per questo
tipo di costruzioni in virtù delle sue relazioni con Antonio da Sangallo “il Giovane” e Michelangelo. Que sto monumento fu preceduto da numerosi modelli lignei sia dell’insieme, sia di elementi parziali, secondo una pratica molto apprezzata dal cronachista fra José de Sigüenza 1 e segnò un punto di svolta dopo il quale i modelli decaddero e furono sostituiti dalla mappatura ortogonale. Quest’ultima sembra essere stata inizialmente più gradita da Juan de Herrera e dagli architetti formati, sotto la sua influenza, al rigore matematico della progettazione, come nel caso del famoso gesuita, architetto e teorico Juan Bautista Villalpando, o dai pittori-architetti che nel Seicento furono difensori esaltati del disegno come idea primigenia di qualsiasi processo figurativo.
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Palabras clave
Modelli di architetture
Citación
Les maquettes d’architecture: fonction et évolution d’un instrument de conception et de réalisation, dir. S. Frommel, collab. R. Tassin, pp. 153-164